La mia storia professionale nasce dal movimento.
Fin da bambina ho praticato diversi sport e, appena raggiunta la maggiore età, divento insegnante di nuoto. Durante gli studi universitari ho insegnato nuoto ai più giovani, ginnastica in acqua agli adulti e riabilitazioe in acqua post trauma. Già allora mi interessava il movimento come strumento di benessere, prevenzione e recupero, non soltanto come pratica sportiva.
Dopo la laurea in Economia e Commercio, scelgo di costruire il mio percorso professionale intorno a ciò che da sempre mi appassiona: il movimento. Tra il 1994 e il 2006 entro nel mondo dell’outdoor e collaboro allo sviluppo di SportsinOpenSpace, scuola di sport fluviali e outdoor in Val Trebbia e Valle d’Aosta. Insegno kayak, divento soccorritrice fluviale e mi occupo di formazione outdoor per ragazzi e gruppi aziendali, affiancando anche kayakers professionisti durante spedizioni sui fiumi di diversi Paesi.
È in quegli anni, lavorando sul campo e osservando il corpo in situazioni di sport, fatica, rischio e adattamento, che nasce il mio interesse per ciò che sta oltre il gesto: come percepiamo, come manteniamo l’equilibrio, come utilizziamo le informazioni che riceviamo e come trasformiamo uno stimolo in una risposta.
Nel 1998, durante un viaggio in Nuova Zelanda, affino la mia conoscenza dello Yoga e al rientro in Italia diventa una pratica costante, approfondisco il Pilates, lo Yoga Nidra, il lavoro sul respiro, la funzionalità del piede e il ruolo della visione nella postura, nella performance e nello sviluppo cognitivo.
Seguo diversi percorsi di formazione per insegnanti nel Pilates con Donato De Bartolomeo, Ester Albini e Karin Locher; conseguo la certificazione EBFA come Barefoot Training Specialist; mi formo presso la Science Vision Training Academy quale tecnico di secondo livello in Visual Training e seguo il percorso tenuto da Franco Lococo per l’utilizzo del suo metodo Vision Sticks;
Parallelamente, il mio interesse per il ruolo del respiro nella postura e nella performance mi porta a formarmi con Mike Maric attraverso il progetto Breath to Perform. Continuo inoltre lo studio dello Yoga Nidra, una pratica che amplia la mia ricerca sulla relazione tra corpo, attenzione, stato del sistema nervoso e plasticità
Parallelamente continuo a lavorare con sportivi e persone che vogliono migliorare movimento, postura, consapevolezza e performance sia tramite classi che percorsi personalizzati.
L’incontro con Gilberto Fulvi, psicologo interessato al corpo come strumento di mediazione tra stimolo e risposta comportamentale, mi porta a voler approfondire insieme a lui cosa succede tra ciò che percepiamo e ciò che facciamo?
Per un anno lavoriamo insieme, mettendo a confronto due prospettive: quella del corpo e quella della psicologia. Nasce così il metodo di coaching MoveMind.
È qui che, per me, il movimento acquista un significato più ampio: non soltanto allenamento, salute fisica e mentale ma anche strumento per esplorare il rapporto tra corpo, percezione, attenzione, riflessione, scelta e azione.

